Produttore
Nintendo
Unità vendute
Storia
Il Nintendo DS venne annunciato ufficialmente da Nintendo all’inizio del 2004, con il nome in codice “Nitro”. Fu commercializzato in Giappone e Nord America a fine 2004, e nei primi mesi del 2005 in Europa. Il DS nacque con l’obiettivo di introdurre un nuovo modo di interagire con i videogiochi, grazie alla presenza di due schermi, di cui quello inferiore sensibile al tocco.
L’idea era di proporre esperienze di gioco inedite, sfruttando il pennino, il microfono integrato e la connettività wireless. Il nome “DS” deriva da “Dual Screen” ma è anche stato interpretato come “Developer’s System”, sottolineando la volontà di Nintendo di offrire una piattaforma aperta a idee originali.
Inizialmente, la stampa e il pubblico accolsero l’annuncio con un misto di curiosità e scetticismo, soprattutto considerando la presenza di un nuovo rivale portatile sul mercato, la PSP di Sony, tecnicamente più potente. Nonostante ciò, il DS riuscì a conquistare una fetta di pubblico enorme, grazie anche a titoli innovativi come Nintendogs, Brain Training e WarioWare: Touched!, oltre a classici come Mario Kart DS e Pokémon Diamante e Perla.
Col tempo, Nintendo ha introdotto diverse revisioni della console: la Nintendo DS Lite (2006), con design più compatto e schermi più luminosi; la Nintendo DSi (2008), dotata di fotocamere integrate e di un negozio online (DSiWare); e la Nintendo DSi XL (2009/2010), con schermi di dimensioni maggiori. Grazie a queste strategie, alla varietà di giochi e al fascino di un’interfaccia accessibile, la famiglia DS è diventata una delle linee di console portatili più vendute di sempre, superando il traguardo dei 150 milioni di unità in tutto il mondo.
Hardware
Nonostante le specifiche tecniche relativamente modeste, il Nintendo DS riusciva a proporre esperienze di gioco originali, facendo leva su due aspetti fondamentali Il primo era il doppio schermo: il display superiore era dedicato alla visualizzazione principale, mentre quello inferiore era un touchscreen resistivo, entrambi a 60fps. Questa soluzione permetteva di integrare meccaniche di puntamento, trascinamento e disegno, dando vita a gameplay inediti.
Altro punto di forza era l’architettura ibrida della console. La presenza di due CPU (ARM9 e ARM7) consentiva di gestire contemporaneamente grafica, input dal touchscreen e retrocompatibilità con GBA. Pur essendo limitato in termini di potenza di calcolo 3D, il DS supportava efficacemente giochi bidimensionali o 3D semplificati, garantendo prestazioni stabili su due schermi a risoluzione contenuta. Peculiare anche l’uso intelligente dell’hardware grafico, che scambiava dinamicamente l’allocazione ai due schermi dei motori principali 2D e 3D e del motore secondario 2D.
Il quantitativo di 4 MB di RAM principale poteva sembrare modesto, ma gli sviluppatori impararono a sfruttarlo in modo creativo, coadiuvati da piccole memorie dedicate ai processori e alla GPU. Inoltre, la console vantava un microfono integrato (utilizzato per minigiochi o riconoscimento vocale di base) e il supporto Wi-Fi per il multiplayer online (Nintendo Wi-Fi Connection), che consentiva ai giocatori di sfidarsi in rete con titoli come Mario Kart DS.
Nei primi modelli (DS e DS Lite), lo slot GBA garantiva la compatibilità con l’ampia libreria del Game Boy Advance e permetteva di utilizzare accessori come il “Rumble Pak” o l’“Expansion Pak” (necessario, ad esempio, per il browser internet Opera DS). Con l’avvento di DSi, Nintendo rimosse lo slot GBA per far spazio alle fotocamere e alle funzionalità di memoria interna ed SD.
Accoglienza
Il Nintendo DS fu inizialmente guardato con curiosità e una certa incertezza: il design “a conchiglia” con doppio schermo e le peculiarità del touchscreen costituivano una novità significativa. Tuttavia, il sistema si rivelò un successo clamoroso, in grado di competere e superare in vendite la più potente PSP di Sony. Merito di questa ascesa va ai giochi innovativi come Brain Training e Nintendogs, che allargarono il bacino d’utenza a persone di tutte le età, mentre titoli come Phoenix Wright: Ace Attorney, The Legend of Zelda: Phantom Hourglass e Professor Layton dimostrarono come il touchscreen potesse arricchire generi classici e puzzle game.
Nintendo spinse fortemente su una linea di titoli “casual” e “family friendly”, rendendo il DS attraente anche a non giocatori o a chi voleva esperienze brevi e immediate. Una strategia che definì una generazione, chiamata a posteriori “Touch! Generations”. Per non parlare del prezzo: rispetto alla concorrenza, il DS risultò più economico e, nella versione Lite, anche più elegante e pratico.
Alcuni critici sottolinearono la limitata potenza grafica e l’assenza di funzioni multimediali avanzate (come la riproduzione di musica o video integrata) rispetto a PSP. Ciononostante, l’estrema facilità d’uso e la ricca libreria di giochi contribuirono a decretarne la popolarità a livello globale.
Nel complesso, la gamma DS ha segnato un capitolo fondamentale nella storia dell’industria, dimostrando che l’innovazione nel gameplay (attraverso touchscreen, microfono e concept di gioco accessibili) può risultare vincente anche di fronte a piattaforme più potenti dal punto di vista tecnico.
Specifiche
CPU
ARM946E-S a 67 MHz, ARM7TDMI a 33 MHz
GPU
2 PPU (main e sub 2D Engine), 3D Engine
RAM
4MB di RAM, 656KB VRAM
Audio
Stereo a 16 canali PCM/ADPCM
Supporto
Cartucce DS proprietarie, cartucce GBA
Risoluzione
2 schermi a 256×192 px