L’Uplift e le sue digressioni
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Il concetto di "elevazione"
In XCOM: Enemy Unknown (2012), la rivelazione finale arriva come una verità disturbante: gli Eterei, ormai incapaci di progredire come specie, hanno condotto esperimenti su altre razze dell’universo alla ricerca di un degno successore da “elevare”. Le creature aliene affrontate durante il gioco non sono altro che i residui fallimentari di questi tentativi. L’essere umano, quindi, rappresenta per loro l’ultima speranza di una nuova forma di trascendenza.
Questa idea si rifà direttamente al concetto di Uplift, ben noto nella fantascienza, ovvero un’evoluzione indotta da una civiltà superiore su una specie ritenuta inferiore. Un’evoluzione non spontanea, ma proattivamente forzata tramite interventi genetici, culturali o tecnologici. Molte opere letterarie, cinematografiche e videoludiche hanno adottato, e ancora oggi adottano, questo espediente.
Il seme narrativo dell’uplift germoglia già nel 1826 con L’isola del dottor Moreau di H. G. Wells, dove un medico visionario pratica trapianti, vivisezioni e ipnosi per trasformare animali in umanoidi, forzando l’evoluzione darwiniana in nome di una presunta superiorità umana. Il termine “uplift”, in senso moderno, si consolida poi nei primi anni ’80 con il ciclo Uplift Universe di David Brin, in cui varie razze evolvono sotto la guida di civiltà più avanzate. Pur restando nella fantascienza, le sue opere sollevano interrogativi profondi su etica, identità e autodeterminazione.
Paleocontatto e ingegneria genetica
L’elevazione è al centro di molte teorie pseudoscientifiche sugli antichi astronauti, o al cosiddetto paleocontatto: l’idea che una civiltà extraterrestre sia intervenuta bruscamente, trasformando cultura, conoscenze e religione di intere popolazioni. Tuttavia, i cambiamenti nelle società umane sono per natura lenti e graduali; solo eventi eccezionali come catastrofi ambientali, gravi crisi economiche o guerre possono innescare trasformazioni rapide.
Questo impulso a modificare o migliorare radicalmente una specie è centrale anche nelle moderne rappresentazioni dell’uplift, dove l’ingegneria genetica sostituisce la vivisezione: si altera il DNA di un essere vivente per conferirgli nuove caratteristiche. Un tema che ricorre anche in XCOM, dove l’uplift assume la forma di ingerenza genetica finalizzata alla creazione di ibridi superiori o, in caso di fallimento, soldati potenziati.
L’ingegneria genetica moderna ha già dato dei risultati, basti pensare al caso della pecora Dolly, il primo mammifero clonato, che ha suscitato entusiasmo e inquietudine. La capacità di clonare geni, cellule e organismi, ha portato alla nascita di oltre venti animali clonati, sollevando interrogativi etici profondi e polarizzando il dibattito tra specismo e antispecismo.
Specismo e Antispecismo
Lo specismo, concetto che anima le azioni del Dr. Moreau nel romanzo di Wells, considera l’essere umano superiore per definizione e legittimato a sfruttare le altre specie a proprio vantaggio. Si tratta di un atteggiamento parziale e discriminatorio, che favorisce sistematicamente gli interessi della propria specie a scapito delle altre. L’elevazione, in questa visione, diventa un atto violento e imposto.
L’antispecismo, sorto in opposizione, riconosce invece diritti fondamentali anche agli animali e ad altre forme di vita senzienti. È quindi un tentativo di superare l’antropocentrismo, pur con diverse sfumature. Si articola infatti in due correnti principali: quella utilitarista, che promuove la parità di trattamento in base alla capacità di provare piacere e dolore, pur accettando l’uso degli animali se non comporta sofferenze inutili; e quella deontologica, che fonda il riconoscimento dei diritti sul soddisfacimento di interessi cognitivi e bisogni reali, equiparando moralmente alcune specie non umane all’uomo.
Questa analisi apre una digressione su una estensione più filosofica dell’antispecismo: il transumanesimo. Questo movimento sostiene l’impiego di scienza e tecnologia per amplificare le capacità fisiche, cognitive e morali dell’uomo, superando malattie, invecchiamento e limiti biologici. L’obiettivo è trascendere la condizione umana, dando origine al post-umano. Benessere e dignità non sarebbero più prerogativa dell’umanità biologica, ma estesi a ogni entità senziente, anche post-umana. È proprio ciò che gli Eterei tentano di realizzare in XCOM, cercando un soggetto capace di superare la propria condizione biologica e incarnare una nuova forma di coscienza potenziata.
Eugenetica e intelligenza amplificata
Dall’elevazione al potenziamento il passo è breve, e due concetti affini ma distinti emergono da queste riflessioni. Il primo, l’eugenetica, punta al perfezionamento della specie attraverso selezioni artificiali, promuovendo i tratti ritenuti positivi ed eliminando quelli considerati negativi. Una visione potenzialmente pericolosa, vicina al delirio prometeico del “giocare a fare Dio”.
Il secondo, l’intelligenza amplificata, non mira a creare una nuova intelligenza autonoma, ma a potenziare quella umana tramite strumenti tecnologici. È il principio alla base della “mente estesa”: tutta la tecnologia, dall’abaco al computer, viene vista come un’estensione naturale delle capacità cognitive umane, e la simbiosi uomo-macchina diventa una forma evolutiva.
Una riflessione sulla soglia del possibile
In questo quadro, il concetto di “elevazione” si espande in una rete di riflessioni che unisce filosofia, biotecnologia, etica e narrativa fantascientifica. Dalla paleoastronautica, fino alla fusione uomo-computer, ogni diramazione offre uno scenario in cui il progresso si intreccia a interrogativi morali. Sebbene molte di queste teorie rientrino oggi nella “scienza di confine” o nella narrativa speculativa, non è escluso che in futuro alcuni sviluppi possano trasformarle in realtà. XCOM: Enemy Unknown ci racconta, con il suo linguaggio ludico, un incubo antico: l’alterazione forzata in nome di un presunto progresso. Ma ci invita anche a riflettere su che tipo di “umanità” vogliamo diventare e quale strada intendiamo percorrere per arrivarci.