Recensione
Premessa
Dopo il buon lavoro fatto con Tomb Raider: Legend, a Crystal Dynamics viene affidato il compito di omaggiare la serie per il suo decimo anniversario riproponendo il primo gioco del franchise in più moderne vesti e meccaniche. Anche se il team di sviluppo si riferisce al titolo come un gioco nuovo profondamente ispirato dall’originale Tomb Raider, è impossibile non riferirsi a questo titolo come un remake vero e proprio del gioco del ‘96, in quanto musiche, ambientazioni e trama attingono a piene mani dal lavoro di Core Design e le somiglianze sono troppe per ridurle ad omaggi o citazioni.
Comparto narrativo
Trama e sviluppo narrativo
Crystal Dynamics riprende la storia del primo Tomb Raider arricchendola con nuove cutscene e dialoghi, rendendo la narrazione più fluida e comprensibile. Pur seguendo la vicenda originale, il team ha apportato alcuni cambiamenti per renderla più matura e dinamica.
La trama, che funge da prequel a Tomb Raider: Legend, racconta la prima grande avventura di Lara Croft, assunta da Natla, un’intraprendente donna d’affari. Il suo obiettivo è recuperare lo Scion, un antico manufatto legato al mito di Atlantide.
Approfondimento dei personaggi
In questo rifacimento della trama, viene dato maggiore spessore ai personaggi e un introspettiva più profonda nelle esperienze di Lara che si ritrova, per la prima volta, a compiere decisioni che ne tempreranno il carattere. Tuttavia la messa in scena e il montaggio, forse troppo frettoloso, non danno abbastanza enfasi ai momenti, che perdono parte del pathos.
Ambientazioni e atmosfera
Gli sviluppatori hanno recuperato le ambientazioni iconiche del titolo originale, potenziandole grazie al nuovo motore grafico ed espandendole con sezioni e luoghi inediti. L’atmosfera di ogni livello risulta ancora più coinvolgente, tra rovine Inca, strutture greco-romane e tombe egizie, dove le culture e i misteri del passato si fondono perfettamente con l’azione di gioco.
Gameplay
Controlli e movimento
Il gameplay di Tomb Raider: Anniversary riprende le basi di Tomb Raider: Legend, offrendo una visuale libera con telecamera alle spalle di Lara. È possibile afferrare sporgenze, dondolarsi su corde, scalare pareti, ruotare su sbarre orizzontali e nuotare. Quest’ultima meccanica risulta ancora un po’ più rigida rispetto alla libertà di movimento a terra, ma garantisce comunque una buona varietà di azioni esplorative.
Interfaccia e arsenale
L’interfaccia di gioco è stata ulteriormente semplificata rispetto al capitolo precedente e compare soltanto durante i combattimenti o quando si utilizzano oggetti. Nella parte superiore sinistra dello schermo sono indicati salute, ossigeno e il numero di kit medici, mentre in basso a sinistra vengono mostrate armi e munizioni equipaggiate. L’arsenale ricalca quello del primo capitolo della saga: doppie pistole, doppie calibro 50, doppie mitragliette e uno shotgun.
Combattimento e nemici
Nonostante l’assenza di nemici umani e il numero limitato di armi, il combattimento è più vario rispetto a Legend, grazie a una nuova feature di schivata che rallenta il tempo e permette un efficace contrattacco. Inoltre, la varietà delle creature ostili, in gran parte bestie selvagge, ma dotate di abilità e pattern d’attacco specifici, rende gli scontri più impegnativi. Il sistema di puntamento automatico è stato ripreso dal capitolo precedente, ma con una reattività migliorata, così come i movimenti di Lara e della telecamera.
Platforming ed enigmi
In questo capitolo, l’impostazione lineare e piuttosto semplice delle sezioni platform ed enigmi viene abbandonata a favore di un design più elaborato. Occorre pianificare attentamente percorsi e tempismi per superare alcuni passaggi, mentre gli enigmi, seppur non particolarmente complessi, risultano ben strutturati e perfettamente integrati con le fasi di platforming. Migliorati lo spostamento degli oggetti, ora più preciso rispetto a Legend, e la distribuzione dei checkpoint nei vari livelli.
Boss fight e QTE
Le boss fight ricalcano quelle dell’originale Tomb Raider: ciascun nemico possiede una barra secondaria oltre a quella degli HP, che una volta riempita induce il boss a una mossa specifica. In quel momento, Lara può colpire con maggiore efficacia per ridurre gli HP dell’avversario. Tornano anche i Quick Time Event (QTE), piuttosto semplici e ridotti a momenti di puro contorno.
Segreti e contenuti extra
Come da tradizione, sono presenti aree nascoste e oggetti segreti che sbloccano contenuti extra. Ritorna infine il maniero Croft, con enigmi e segreti interni, un ambiente liberamente esplorabile e perfetto per esercitarsi con le nuove dinamiche di movimento.
Comparto tecnico
Impatto visivo ottimo
Dal punto di vista tecnico, Tomb Raider: Anniversary offre un colpo d’occhio notevole, con scenari e panorami mozzafiato che spaziano dalle rovine all’interno di tombe monumentali. L’uso sapiente degli effetti luce, coreografati con cura, contribuisce a rendere ogni ambientazione ancora più suggestiva. Pur essendo presenti alcuni glitch molto rari e texture di bassa risoluzione, l’insieme risulta generalmente ben realizzato.
Alcune pecche nei dettagli
Andando nel dettaglio, emergono alcune imperfezioni, tra cui la scarsa qualità delle ombre, effetti particellari non ottimali e una fisica ancora piuttosto basilare. Nonostante ciò, l’interazione con l’ambiente è stata affinata, soprattutto per quanto riguarda lo spostamento degli oggetti.
Vi sono sporadici bug che possono bloccare o limitare i movimenti dei nemici in determinate posizioni, ma complessivamente l’esperienza resta solida. Le animazioni di Lara e dei personaggi secondari sono varie e ben eseguite, così come i modelli poligonali durante le cutscene.
Comparto audio
La colonna sonora riprende i temi classici dell’originale, ampliandoli con tracce inedite e utilizzando sonorità orchestrali per sottolineare momenti di esplorazione, azione o narrazione. Il doppiaggio italiano si mostra migliore rispetto al capitolo precedente, pur con qualche incertezza, e la voce di Elda Olivieri continua a dare profondità e carisma a Lara Croft.
Standard
Gioco base;
Conclusione
Opinione
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Approfondisci
Tomb Raider: Anniversary è un ottimo remake dell’originale e, al tempo stesso, un valido titolo per il 2007, capace di fondere egregiamente elementi classici e innovazioni. Le atmosfere e la trama del primo Tomb Raider, così come la caratteristica sensazione di solitudine di Lara, restano quasi del tutto inalterate e, anzi, sono esaltate dalle scelte di design, dalla colonna sonora e dalla veste grafica. L’impatto generale è infatti eccellente, pur perdendosi un po’ nei dettagli, senza però intaccare l’esperienza di gioco. L’aggiunta di nuove aree contribuisce a rendere il capitolo fresco e innovativo, soprattutto nelle sezioni platform e puzzle, adesso meno lineari, più impegnative e meglio integrate tra loro rispetto al precedente capitolo. I combattimenti, sebbene più dinamici, potrebbero deludere chi cerca una maggiore varietà di nemici o un equipaggiamento più ricco. Infine, la narrazione, pur riprendendo con piacere l’originale, avrebbe potuto essere estesa o diretta in modo più incisivo, presentando invece alcune lievi sbavature.
Un remake che riesce a dare al giocatore contemporaneamente una sensazione di nostalgia e stupore, in una versione estesa, rivista e migliorata del primo capitolo della saga a cui si aggiungono le innovazioni di Tomb Raider: Legend. La storia ricalca quasi del tutto l’originale, ma le scene inedite mi hanno permesso di sentire più vicina la crescita di Lara, che parte un po’ incerta e col passare del tempo acquista più sicurezza. Mi ha fatto storcere il naso qualche sezione action nelle cutscene, un po’ sopra le righe, ma ho trovato le ambientazioni semplicemente incredibili: i livelli classici, rivisitati con cura, si mescolano in modo naturale alle nuove aggiunte, restituendo un ottimo risultato. Ho trovato il platforming e gli enigmi decisamente stimolanti, ma lo stesso non posso dire per i combattimenti, li ho trovati troppo spogli e semplicistici, scialbi oserei dire, complici anche la scarsa varietà di nemici e armi. Nonostante ciò, consiglio caldamente questo remake, che riesce a conservare lo spirito del titolo originale arricchendolo in modo intelligente e offrendo scorci suggestivi, anche se non tecnologicamente all’avanguardia.