Recensione
Premessa
Nel 1996, Core Design ed Eidos Interactive portarono alla luce un titolo, Tomb Raider, che contribuì all’enorme successo della PlayStation ed iniziò una saga leggendaria dell’industria videoludica, oltre che creare quello che da lì a poco, sarebbe diventato uno dei personaggi simbolo del videogioco, Lara Croft. Nonostante altri titoli prima di lui abbiano definito il genere, questo è sicuramente pioniere del suo successo, risultando di ispirazione per i videogiochi a venire. Profondamente ispirato ad Indiana Jones e Tank Girl per il concept di Lara e Prince of Persia per il gameplay di base, lo spirito di Tomb Raider rispecchia esattamente il suo nome, razziare tombe, attraversandone prima anfratti e trappole.
Comparto narrativo
Alla ricerca del misterioso Scion
L’avventura di Lara Croft, archeologa britannica e intraprendente avventuriera, prende il via quando viene ingaggiata da Jacqueline Natla, una potente donna d’affari. L’obiettivo è ritrovare lo Scion, un antico manufatto celato in rovine Inca in Perù, che sembra legato al mitico continente perduto di Atlantide.
Trama semplice e personaggi abbozzati
Nonostante la trama possa sembrare banale nel complesso, riesce a mantenere un certo interesse grazie a una struttura che svela gradualmente la verità. Tuttavia, la narrativa soffre di personaggi poco approfonditi e caratterizzazioni piatte, che ne impoveriscono l’impatto emotivo e riduco il mordente dietro allo svolgersi della storia.
Lara Croft
Tra i pochi personaggi degni di nota spicca ovviamente la protagonista, Lara Croft. Il suo carattere emerge principalmente nelle cutscene, dove mostra una combinazione di intraprendenza, sarcasmo e freddezza. A questa personalità si aggiungono le sue elevate capacità atletiche e il coraggio, che ne fanno un’icona di fascino e determinazione.
L'ambientazione: il vero protagonista
A risaltare maggiormente nella narrativa è la storia legata allo Scion e alle ambientazioni che Lara attraversa. Con una straordinaria varietà e complessità, i luoghi visitati spaziano tra tombe, templi, piramidi, caverne e altri scenari suggestivi. Il viaggio tocca il Perù, la Grecia, l’Egitto e l’enigmatica Atlantide, ciascuno con stili e atmosfere unici che catturano il giocatore.
Gameplay
Un gameplay tra puzzle, platform e azione
Il gameplay dà maggiore enfasi al puzzle solving e al platforming, sacrificando in parte la varietà dell’azione. Questa scelta lo rende un’esperienza più orientata all’esplorazione e alla risoluzione di enigmi che all’adrenalina pura dei combattimenti, mostrando quindi un leggero squilibrio nelle due componenti di Action e Adventure.
Interfaccia semplice e strumenti essenziali
L’interfaccia di gioco è essenziale: indicatori di salute e ossigeno, munizioni visualizzate durante l’uso delle armi, e un inventario che consente di gestire equipaggiamento come armi, medikit, oggetti chiave ed una bussola per l’orientamento. Le armi includono le iconiche doppie pistole con munizioni illimitate, oltre a shotgun, doppie magnum e uzi.
Combattimenti ripetitivi ma boss fight stimolanti
Il sistema di combattimento si basa su un sistema di autolock del primo nemico a portata, che insieme alla scarsa varietà di armi, ed una Ia nemica abbastanza basilare, rende gli scontri semplici e spesso ripetitivi.
Decisamente più piacevoli le boss fight, che rappresentano un momento di maggiore sfida e attenzione, offrendo un’esperienza più varia e coinvolgente rispetto ai nemici comuni. Durante tutti gli scontri Lara può sparare mentre corre o salta, ma non può scalare o aggrapparsi con le armi in mano, aggiungendo limitazioni strategiche.
Controlli complessi e platform impegnativo
Il movimento di Lara utilizza un sistema di tank controls che, seppur preciso, risulta spesso legnoso, inducendo spesso all’errore. La gamma di movimenti include salti, scalate, nuotare, spostamenti laterali ed una modalità camminata per movimenti più controllati. Questa complessità, unita alla necessità di posizionamenti precisi, rende il platforming una sfida che può risultare frustrante ma estremamente appagante una volta superata.
Esplorazione e puzzle ambientali
L’esplorazione è arricchita da trappole, nemici e enigmi ambientali che diventano sempre più lunghi e complessi con il progredire del gioco, evidenziando un eccellente level design. Le zone segrete, difficili da individuare ma ricompensanti di munizioni e medikit, aggiungono ulteriore profondità.
La telecamera: un punto critico
La telecamera fissa alle spalle di Lara, seppur funzionale in spazi ampi, diventa problematica in ambienti stretti o angolati, complicando combattimenti, puzzle e sezioni platform. Una modalità di visuale manuale permette di osservare l’ambiente circostante, mitigando solo in parte queste difficoltà.
Salvataggi e tutorial
La versione PC, a differenza di quelle console, offre la possibilità di salvare in qualsiasi momento, riducendo la frustrazione causata da errori nei movimenti o risposte poco precise dei comandi, evitando il ripetersi di intere sezioni di livello, mantenendo comunque la longevità ad ottimi livelli. Il Croft Manor, un livello opzionale accessibile dal menu iniziale, funge da tutorial per familiarizzare con il complesso sistema di controllo.
Comparto tecnico
Innovazione tecnica per l'epoca
Il mix di azione, platforming, puzzle solving e avventura in un ambiente completamente 3D con visuale in terza persona rappresentava una novità per l’industria videoludica. Lo sviluppo, iniziato nel 1993, ha richiesto tempo e soluzioni creative per superare i limiti hardware dell’epoca.
I livelli sono stati progettati su griglie quadrate, semplificando lo sviluppo e ottimizzando la renderizzazione. Core Design ha adottato accorgimenti tecnici come l’assenza di skybox nelle sezioni all’aperto e l’uso della “nebbia” per coprire le distanze, migliorando così le performance sui dispositivi del tempo.
Grafica e ambientazioni dettagliate
La cura maggiore è stata dedicata a Lara Croft, con un poly-count e texture superiori rispetto ai personaggi secondari. Le animazioni della protagonista sono numerose e variegate, mentre le ambientazioni si distinguono per la quasi totale realizzazione in 3D, con solo pochi elementi in 2D. La diversità delle ambientazioni, grazie a texture, modelli poligonali e strutture uniche, offre una grande varietà visiva e atmosfere sempre nuove.
Colonna sonora e audio
La colonna sonora, quasi orchestrale, è di qualità ma utilizzata in modo sporadico e poco calibrato. I brani si attivano solo in specifiche scene, cutscene o incontri con nemici, mentre per il resto dominano rumori ambientali. I trigger musicali non sono ben gestiti, causando avvii o interruzioni brusche, o addirittura la mancata riproduzione in momenti chiave. Il doppiaggio originale, salvo poche eccezioni, risulta poco chiaro e mal recitato, penalizzando ulteriormente l’esperienza audio.
Standard
Gioco base;
Gold Edition
Gioco base, 4 nuovi livelli;
I-III Remastered
Gioco base, texture ed effetti remasterizzati, nuovi e rifatti modelli poligonali, tutti i livelli aggiuntivi, Tomb Raider II Remastered, Tomb Raider III Remastered;
Atlantide
La mitologica città perduta, mito creato dal Platone o storia vera? Sia in epoca classica che in quella moderna, ci si é interrogati sulla reale esistenza o meno di questa incredibile civiltà, che sembra aver influenzato diverse menti di scrittori, filosofi e politici.
La rappresentazione femminile nei videogiochi
Oggettificazione e sessismo, figli dei loro tempi, che hanno sicuramente riempito la scena cinematografica ed anche videoludica. Lara Croft é stata una sorta di riscatto, un nuovo modo di rappresentare la donna, anche se pure questo personaggio ha visto l’ombra dello sfruttamento ai fini marketing.
Conclusione
Opinione
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Approfondisci
Tomb Raider è una pietra miliare dell’industria, che ha dato il via a una saga leggendaria nel miglior modo possibile. Introduce una protagonista memorabile, combina azione e avventura in un ambiente 3D innovativo con visuale in terza persona e si distingue per il suo eccellente level design, arricchito da una trama coerente, ambientazioni straordinarie e musiche ispirate. A scalfire però questa perla, ci pensano la scarsa caratterizzazione dei personaggi secondari, una componente action poco sviluppata e alcuni problemi tecnici, che limitano leggermente l’esperienza. Tra questi, la telecamera mal gestita e una reattività dei comandi imperfetta possono rendere il platforming e il puzzle solving inutilmente frustranti, accentuando la natura trial and error del gameplay. Tuttavia, il movimento è il cuore pulsante del gioco. La precisione richiesta, seppur impegnativa, offre grande soddisfazione una volta padroneggiata. La longevità, le sezioni puzzle intriganti e le ambientazioni mozzafiato ne fanno un titolo che ha segnato la storia del medium, nonostante qualche sbavatura tecnica.
Nonostante il suo status di pietra miliare, la mia esperienza con questo titolo è stata segnata da una serie di limiti che oggi si fanno sentire in modo particolare. Comandi poco reattivi e telecamera spesso ingestibile, al punto da far sbagliare salti e scontri più per questioni tecniche che per vere mancanze. L’azione si fa godibile soltanto in spazi ampi, mentre in ambienti più angusti mi è capitato di ricorrere a tattiche ripetitive. Anche la storia, priva di un adeguato approfondimento dei personaggi, non riesce a coinvolgere. Eppure, il titolo dimostra che il tempo non lo ha scalfito su alcuni punti chiave che lo costituiscono: le ambientazioni, dall’atmosfera inconfondibile, e l’eccellente level design riescono a regalare sequenze di gioco affascinanti, accompagnate da una colonna sonora che contribuisce a creare un esperienza unica, anche se solo il main theme lascia il segno.