Cover - Tomb Raider: The Last Revelation

Tomb Raider: The Last Revelation

31 Ottobre 1999
Genere
Sottogenere
Archetipo

TPS

Sviluppatore
Editore
Franchise

Tomb Raider: The Last Revelation

31 Ottobre 1999
Cover - Tomb Raider: The Last Revelation
Genere
Sottogenere
Archetipo

TPS

Voto

Stampa

Sviluppatore

Franchise

Recensione

Versione testata: PC, Standard Edition
Pubblicato: 15/01/2025
Premessa

Nel 1999 Eidos Interactive pubblica la quarta incarnazione delle avventure di Lara, sempre sviluppata da Core Design, Tomb Raider: The Last Revelation. Lo sviluppo cominciò nel 1998 in parallelo con i lavori a Tomb Raider III. Il team, che ormai sentiva la stanchezza di lavorare senza sosta sullo stesso personaggio e gioco, oltre ad un chiaro abbassamento di qualità e di idee visto nel terzo capitolo, ha cercato di strutturare il tutto come ultima avventura di Lara, inizialmente all’insaputa di Eidos Interactive, che invece non aveva alcuna intenzione di fermare il franchise.

Comparto narrativo

L'amuleto di Horus

L’avventura di Lara Croft si svolge interamente in Egitto, iniziando nelle misteriose rovine della tomba del dio Seth. Qui, Lara scopre l’Amuleto di Horus, un antico manufatto donato dal dio al sacerdote Semerkhet per sigillare il malvagio Seth. Tuttavia, rimuovendo l’amuleto, la protagonista libera inavvertitamente Seth e deve affrontare la missione di impedire il suo ritorno, come predetto dalle iscrizioni sull’artefatto. A complicare ulteriormente la situazione c’è Werner Von Croy, avventuriero e mentore di Lara, che si oppone ai suoi sforzi.

Caratterizzazione personaggi

La narrazione in questo capitolo si distingue per la sua solidità e coerenza. Il gioco approfondisce il passato di Lara, offrendo uno sguardo al suo background e alle sue relazioni, arricchendo il contesto emotivo della storia. Anche l’antagonista, Werner Von Croy, è caratterizzato in modo convincente: non è solo una figura di contrasto (come accadeva nei precedenti capitoli), ma un personaggio con motivazioni e spessore, che si integra perfettamente nella continuità del racconto.

Ambientazione ricca e coesa

Pur contando pochi personaggi principali e secondari, questi risultano ben integrati e sufficientemente sviluppati per sostenere una trama coesa. Anche l’ambientazione gioca un ruolo cruciale, legando il tutto con una notevole coerenza tematica. L’intera avventura si snoda attraverso un Egitto ricco di varietà, esplorando luoghi iconici come Alessandria, il Cairo, El-Karnak, la Valle dei Re e le necropoli di Giza. Sebbene tutte le ambientazioni condividano un tema comune, ciascuna offre una propria identità visiva e narrativa, mantenendo l’esperienza fresca e avvincente.

Gameplay

Innovazioni senza stravolgimenti

Il gameplay di Tomb Raider: The Last Revelation rimane fedele alla formula consolidata dei capitoli precedenti, pur introducendo alcune novità interessanti. Tra queste, il tutorial è ora integrato nella narrazione e non più ambientato nel maniero Croft, consentendo ai giocatori di imparare i controlli impersonando una giovane Lara Croft.

Interfaccia revisionata

L’interfaccia è stata rivista con l’introduzione di un menù a scorrimento, che permette non solo di selezionare armi e utilizzare medikit, ma anche di accedere a nuove funzionalità come un binocolo e la bussola, quest’ultima ripresa dai primi capitoli per orientarsi negli ambienti. È stata aggiunta anche la possibilità di combinare oggetti, indispensabile per risolvere alcuni puzzle, e di scegliere il tipo di munizioni per alcune armi, arricchendo la profondità strategica del gioco.

Movimento e struttura livelli

Il sistema di movimento base rimane invariato, con i classici tank controls e la telecamera fissa alle spalle della protagonista. Lara può nuotare, arrampicarsi, strisciare in spazi stretti e aggrapparsi a pareti e soffitti. Sono state aggiunte nuove azioni, come il dondolarsi su corde e la possibilità di girare gli angoli mentre è appesa o aggrappata, ampliando le dinamiche di esplorazione. Anche in questo capitolo tornano i veicoli, con una jeep e un sidecar utilizzabili in specifici livelli.

La struttura del gioco, meno lineare rispetto al passato, prevede livelli interconnessi, dove il giocatore è spesso chiamato al backtracking, tornando in aree già esplorate per recuperare chiavi o oggetti precedentemente irraggiungibili. Tuttavia, nonostante queste variazioni, il level design e i movimenti possono risultare ripetitivi, offrendo sequenze action ed esplorative che sanno di già visto.

Arsenale e combattimenti

Il gioco ripropone le iconiche doppie pistole, lo shotgun, gli uzi e il lanciagranate, affiancandoli a due nuove armi: il revolver e la balestra, entrambe dotate di un sistema di mira manuale con mirino. Per una sfida maggiore, è possibile disattivare l’aggancio automatico dei nemici dal menù delle opzioni.

I combattimenti sono più impegnativi rispetto al capitolo precedente, con nemici peculiari come i Guerrieri Tuareg, in grado di deviare i proiettili di Lara. Le boss fight, però, deludono con sole due sfide al di fuori dello scontro finale e una generale mancanza di ispirazione.

Puzzle e segreti

I puzzle ambientali rappresentano uno dei punti forti di questo capitolo, offrendo una maggiore varietà e difficoltà rispetto al passato. Richiedono ingegno e una certa dose di fantasia per essere risolti, rendendo l’esperienza più coinvolgente. Come di consueto, il gioco nasconde segreti in aree difficili da trovare, ricompensando l’esplorazione con munizioni e medikit.

Comparto tecnico

Engine potenziato

Il motore di gioco, lo stesso alla base dei precedenti capitoli, è stato ulteriormente migliorato e in parte riscritto per garantire una maggiore complessità visiva. I progressi si notano nel modello poligonale di Lara, più dettagliato, e nella ricchezza degli ambienti, caratterizzati da elementi architettonici e interattivi più numerosi e articolati.

Miglioramenti grafici e animazioni

Sul fronte grafico, il gioco introduce effetti luce più realistici, ombre dinamiche, bump mapping e una simulazione HDR, migliorando notevolmente l’atmosfera degli ambienti illuminati e scuri. Sono state aggiunte nuove animazioni, inclusa la sincronizzazione del movimento labiale di Lara nelle cutscene, rendendo le sequenze narrative più credibili. Tuttavia, molte delle animazioni restano invariate rispetto ai capitoli precedenti, seppur rese leggermente più fluide.

Sonoro e doppiaggio

La colonna sonora mescola ritmi egiziani con arrangiamenti del tema classico di Tomb Raider, creando un accompagnamento musicale ben integrato e vario. Il doppiaggio vede un nuovo cambio nella voce inglese di Lara, affidata a Jonell Elliott, che offre una buona interpretazione enfatizzando correttamente i momenti salienti. Per quanto riguarda il doppiaggio italiano, Elda Olivieri torna a prestare la voce a Lara, sebbene con alcuni errori che, pur presenti, non compromettono significativamente l’esperienza complessiva.

Standard
Gioco base;

L’Amuleto di Horus
L’occhio di Horus é il simbolo più comune dell’antica civiltà egizia, con significato di protezione e/o rivitalizzazione, usato in gran parte delle tombe e sarcofagi funerari. L’Amuleto di Horus in questo capitolo di Tomb Raider, sembra rifarsi a questo elemento della mitologia egizia.

Ultimi articoli

Recensione

Metro 2033

Franchise

Metro

Societá

Plaion

Societá

THQ

Societá

4A Games

Recensione

SimCity

Recensione

SimCity 4

Recensione

SimCity 3000

Riflessione

Arcologie: città del futuro

75
74

Conclusione

Opinione

Base generazione

Filtro Opinione
Rende la valutazione più personale,
soggetta alle preferenze dell'autore.
Approfondisci

Dopo quattro anni consecutivi di capitoli annuali, Tomb Raider: The Last Revelation riesce a sorprendere grazie a una narrativa più curata e a puzzle ben progettati, che riportano freschezza al franchise dopo il calo qualitativo del terzo episodio. Tuttavia, il gioco soffre ancora di meccaniche ormai datate, con un sistema di movimento rigido e ripetitivo che fatica a non sembrare un more of the same del precedente. Anche sul piano tecnico, pur presentando miglioramenti, il titolo non riesce a essere rivoluzionario come nei primi capitoli. Core Design ha cercato di chiudere un ciclo, enfatizzando i punti di forza della serie e affinando alcuni aspetti, ma le innovazioni introdotte non bastano a rendere il gioco davvero distintivo. Nonostante ciò, il titolo mantiene una buona qualità complessiva, confermando l’abilità del team nel creare un’esperienza avvincente, seppur in un contesto che inizia a mostrare segni di stanchezza.

Nonostante le meccaniche rimangano ancorate ai capitoli precedenti, Tomb Raider: The Last Revelation mi ha colpito per l’ambientazione egiziana ben contestualizzata e una narrazione finalmente più focalizzata. I puzzle, alcuni ingegnosi, e il level design ispirato offrono spunti interessanti, ma la rigidità del sistema di movimento e la scarsa evoluzione del combat system evidenziano la stanchezza di un franchise ormai stantio. Pur restando un’esperienza solida, il titolo finisce per essere un “more of the same” mitigato solo in parte da una storia più coinvolgente.

Ultimi articoli

Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Più vecchi
Più recenti Più votati
Effettua il Login

Non hai un account?