Recensione
Premessa
A questo sequel di Bioshock (2007) non hanno lavorato Irrational Games e Ken Levine come per il primo capitolo ma alcuni studi interni di 2K Games, che hanno saputo comunque mantenere un certo standard per la serie, senza tra l’altro stravolgere il background di base o lo stile generale. Piuttosto sono riusciti a rendere diversa e ancor più d’atmosfera Rapture e a definire una filosofia completamente opposta a quella del primo capitolo, da una prospettiva altrettanto originale.
Comparto narrativo
Ritorno a Rapture da Big Daddy
La storia di BioShock 2 si svolge anni dopo gli eventi del primo capitolo e mette il giocatore nei panni di un Big Daddy della serie Alfa, noto come Soggetto Delta. Questi Big Daddy furono tra i primi prototipi creati, caratterizzati da un forte legame psicologico con le proprie Sorelline, sviluppando un autentico impulso paterno nei loro confronti. Tuttavia, la madre biologica della sua Sorellina, Sofia Lamb, lo separa brutalmente da lei, temendo il legame tra i due. Per evitare complicazioni, utilizza un Plasmide per costringerlo al suicidio, evento che avviene due anni prima della caduta di Rapture raccontata nel primo capitolo.
Dieci anni dopo la sua morte, il Soggetto Delta si risveglia misteriosamente, guidato dall’irrefrenabile impulso di ritrovare la sua Sorellina, Eleanor. Al suo risveglio, trova una Rapture devastata dagli eventi del primo capitolo e ora sotto il controllo di Sofia Lamb, psicologa carismatica e ideologa che ha consolidato il suo potere sulle macerie della città sommersa.
Il Culto della Famiglia
In contrasto con l’individualismo di Andrew Ryan, la filosofia di Sofia Lamb si basa su un collettivismo radicale, volto all’annullamento dell’ego per il bene comune. La sua visione ha attratto i disperati di Rapture, riunendoli in una setta chiamata La Famiglia, che segue con fanatismo i suoi precetti. Il suo obiettivo è la creazione di una nuova società, una sorta di utopia basata sulla cooperazione assoluta, con al centro la figura di sua figlia Eleanor, che Lamb intende trasformare nel simbolo perfetto del suo ideale.
Mentre attraversa i meandri della città sommersa, il protagonista dovrà affrontare pericoli e stringere alleanze, scontrandosi con personaggi segnati dalla follia e dalla disperazione. Sofia Lamb, onnipresente con i suoi discorsi diffusi dagli altoparlanti, ripete incessantemente i dogmi della sua filosofia come un mantra per i suoi seguaci. Tuttavia, Eleanor, ormai cresciuta, riesce a contattarci sporadicamente per offrirci aiuto e guida, rivelando la sua volontà di ribellarsi alla madre.
Oltre a lei, altri personaggi entreranno in gioco, alcuni pronti a ostacolare il nostro cammino, altri disposti ad aiutarci. Ognuno di essi rappresenta un frammento di una Rapture ormai al collasso, simbolo di una società distrutta dalle ambizioni utopistiche di figure come Andrew Ryan e Sofia Lamb. Il gioco porta avanti il tema ricorrente della saga: dietro ogni utopia si cela inevitabilmente una distopia.
Personaggi e scelte morali
Anche in questo sequel, i personaggi risultano ben scritti, pur senza raggiungere la profondità e il livello di caratterizzazione del primo capitolo. BioShock 2 introduce una maggiore enfasi sulle scelte morali, che influenzano alcune variazioni del finale, ampliando il coinvolgimento del giocatore nelle vicende di Rapture.
La narrazione, pur non presentando colpi di scena e metagioco profondi come quelli che hanno reso celebre il primo BioShock, è solida e ben intrecciata con la lore della serie. Il cinismo e le tematiche mature che caratterizzavano il predecessore rimangono intatti, offrendo una storia che, pur priva di momenti rivoluzionari, si dimostra all’altezza del franchise. L’approfondimento della lore è affidato nuovamente agli audiolog, che arricchiscono il mondo di gioco rivelando dettagli sulle scelte e le motivazioni dei vari personaggi.
Ambientazione rinnovata
Pur mantenendo l’ambientazione di Rapture, gli sviluppatori hanno lavorato per donarle una veste differente. Rispetto al primo capitolo, le atmosfere appaiono più spirituali ed esoteriche, riflettendo l’influenza della setta di Sofia Lamb. Questa nuova direzione si manifesta anche nell’estetica, con una palette cromatica meno spenta e più orientata verso tonalità fredde e tendenti al blu, evocando la deriva cultista della città e dei suoi abitanti.
Un’ulteriore novità è l’introduzione di brevi sezioni esplorative sott’acqua, che permettono di osservare Rapture dall’esterno e aggiungono ulteriore profondità alla sua iconografia. Questi momenti offrono una diversa prospettiva sulla città, accentuando il senso di isolamento e desolazione che permea l’intera esperienza.
Gameplay
Tra novità e rinnovamenti
BioShock 2 ripropone molte meccaniche del capitolo precedente, introducendo però alcune novità. L’interfaccia rimane in gran parte invariata: in alto a sinistra si trovano salute ed EVE (con il conteggio di kit medici e siringhe), subito sotto il plasmide equipaggiato, mentre in basso a sinistra appaiono le informazioni sull’arma e le munizioni selezionate.
L’esplorazione resta centrale per ottenere risorse come kit medici, EVE, denaro e ADAM. La mappa, ora più chiara, rende più semplice la navigazione, mentre la solita freccia indicativa, sempre presente in alto sullo schermo e disattivabile dal menu, mostra la direzione degli obiettivi principali. Non sono previste missioni secondarie, ma l’ambiente di gioco, grazie anche alle sue varianti, offre un discreto incentivo a guardarsi intorno.
La componente shooter
Tra le maggiori differenze rispetto al primo capitolo vi è la possibilità di utilizzare contemporaneamente un’arma e un plasmide, ognuno associato a un diverso tasto, conferendo un maggiore dinamismo agli scontri. Le armi includono varianti già viste (mitragliatrice, fucile, lanciagranate) e alcune inedite (trivella, sparachiodi, fiocina). Ciascuna dispone di potenziamenti e di tre tipologie di munizioni, ognuna con effetti specifici. Tuttavia, a esclusione di poche eccezioni come il fucile, il feeling generale delle armi risulta piuttosto neutro, trasmettendo poca soddisfazione durante l’uso.
Sul fronte plasmidi, poteri utilizzabili consumando EVE, troviamo un mix di abilità del passato e inedite, ora potenziabili non solo per aumentarne i danni ma anche per sbloccare nuovi effetti secondari. Tornano anche i tonici, che garantiscono bonus passivi al giocatore, stavolta non più divisi in categorie. Sia plasmidi, che armi, che tonici, è possibile trovarli nascosti nei livelli o acquistabili in specifici vendor.
Permane un difetto già presente nel primo BioShock: la selezione di armi e plasmidi durante i combattimenti risulta poco comoda. La mancanza di una ruota di selezione intuitiva e la presenza, tra le armi, di strumenti non propriamente offensivi (come il tool di hackeraggio e la videocamera) complicano ulteriormente i passaggi rapidi da un equipaggiamento all’altro.
L’intelligenza artificiale dei nemici non riserva grandi sorprese: sono presenti nuove tipologie ispirate a concept scartati dal primo capitolo, ma nel complesso il livello di sfida resta nella media. Permane, infine, la possibilità di sfruttare l’ambiente a proprio favore, ad esempio elettrificando zone d’acqua o incendiando superfici oleose, sebbene questa dinamica sia meno marcata rispetto al passato.
Hacking e videocamera
Il sistema di hackeraggio, che trasforma telecamere, torrette e droni in alleati, è stato alleggerito e reso più veloce rispetto al capitolo precedente. Ora basta utilizzare l’apposito strumento (collocato fra le armi) e completare un minigioco mostrato in sovraimpressione, senza interrompere l’azione di gioco. Il risultato è un hacking più fluido e meno invasivo, incentivando a sfruttarlo spesso per ribaltare a proprio vantaggio numerosi scontri.
La videocamera, invece, permette di ottenere bonus permanenti contro i nemici filmati durante i combattimenti. Registrando l’uccisione di determinate tipologie di avversari, si accumulano punti che, una volta raggiunta una certa soglia, sbloccano vantaggi specifici. Resta però il limite di dover equipaggiare la videocamera come un’arma vera e propria, elemento poco pratico in situazioni concitate.
Sorelline, Big Daddy e Big Sister
Per riuscire a potenziare i propri poteri, il giocatore deve recuperare ADAM dalle Sorelline, protette dai Big Daddy: una volta sconfitto il loro guardiano, è possibile scegliere se adottare la Sorellina, lasciandole raccogliere ulteriore ADAM dai cadaveri, oppure portarla direttamente ad uno dei condotti sparsi per la mappa e decidere se salvarla o prosciugarla (con conseguenze differenti sui finali e sull’ADAM ottenuto).
Scegliendo di adottare, il giocatore dovrà proteggere la Sorellina da ondate di nemici mentre svolge il suo lavoro di estrazione di ADAM, come fosse il suo nuovo guardiano. Solo quando avrà finito il suo lavoro, é possibile portarla ad uno dei condotti e nuovamente scegliere se salvarla o prosciugarla.
A complicare la situazione ci sono le Big Sister, nemiche inedite e ancora più pericolose dei Big Daddy, che compaiono casualmente dopo un certo numero di interazioni con le Sorelline. Se sconfitte, forniscono anche loro una preziosa scorta di ADAM ed oggetti utili.
Comparto tecnico
Rapture ancora più vivida
BioShock 2 è stato principalmente sviluppato da 2K Marin, con la collaborazione di 2K China, 2K Australia, Arkane Studios e Digital Extremes, un team diversificato che ha contribuito al miglioramento delle performance e della stabilità del motore di gioco. Nonostante sia possibile incappare in qualche bug, la loro frequenza risulta nettamente inferiore rispetto al primo capitolo, segno di un’ottimizzazione più curata.
Il titolo si presenta tecnicamente superiore al predecessore sotto ogni aspetto: dagli effetti particellari alle ombre, passando per le animazioni e le texture, la città subacquea di Rapture raggiunge un nuovo livello di ricchezza visiva. Il cambio della palette cromatica, con sfumature più fredde e tonalità di blu, contribuisce a una maggiore varietà e a un’atmosfera più suggestiva.
Anche i rari momenti passati fuori dalla città, nelle brevi escursioni subacquee, risultano rifiniti e d’impatto. Questo perché il gioco utilizza una versione migliorata dell’Unreal Engine 2.5, che ha consentito di introdurre un sistema di illuminazione più avanzato e un rendering più complesso dell’acqua, rendendo le brevi sezioni “fuori Rapture” particolarmente immersive.
Comparto sonoro
Sul versante sonoro si notano passi avanti: gli effetti ambientali appaiono più realistici e non sembrano esserci problemi di fuori sync o bug audio. Le musiche, composte nuovamente da Garry Schyman, includono brani che enfatizzano gli aspetti emotivi e mistici della storia, pur senza eguagliare l’impatto iconico delle tracce del primo capitolo.
Alcune voci del doppiaggio italiano, invece, non riescono sempre a trasmettere al meglio la tensione e l’enfasi emotiva di certe scene, mentre si conferma gradita la presenza di canzoni su licenza degli anni ’30 e ’40 che, come di consueto per la serie, arricchiscono l’atmosfera d’altri tempi di Rapture.
Standard
Gioco base;
BioShock 2 Remastered
Gioco base, texture ed effetti remasterizzati, framerate sbloccato, supporto a 1080p, tutti i DLC;
Special Edition
Gioco base, case metallico con grafica in rilievo, Art Book, CD e Vinile della colonna sonora, 3 poster di propaganda di Rapture;
La Famiglia del Morfo Blu
Il Morpho Menelaus, la farfalla dalle ali blu iridescente, é il simbolo del culto della dottoressa Lamb, che segue una dottrina opposta all’individualismo di Rayan, andando a valorizzare la comunità ed il concetto di famiglia.
Conclusione
Opinione
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BioShock 2 eredita molto dal primo capitolo, riprendendo diversi asset e la stessa ambientazione, ma modificando e restilizzando in modo da conferire al gioco un’identità propria: da un lato il gameplay risulta più fluido e arricchito, dall’altro permangono, e in certi casi si accentuano, i limiti già noti, tra cui la scomodità nella selezione di armi e plasmidi e un feeling delle bocche da fuoco non sempre soddisfacente. Sul versante tecnico, il titolo si presenta migliorato seppure non rivoluzionario, mentre il doppiaggio italiano mostra qualche sbavatura. La trama, benché figlia naturale di quella del primo BioShock, non riesce a raggiungere la stessa intensità nelle caratterizzazioni e nei dialoghi, ma mantiene comunque una coerenza narrativa e un coinvolgimento di fondo degni della serie. Nel complesso, BioShock 2 rimane un’evoluzione valida e un tangibile passo avanti, pur senza riuscire a eclissare completamente il suo predecessore: promosso a pieni voti, ma con la consapevolezza che il fascino del capostipite resta ancora ineguagliato.
Ho percepito BioShock 2 come un’esperienza indecisa tra la voglia di evolvere e la necessità di rimanere ancorata al primo capitolo. Da un lato ho apprezzato il tentativo di dare alla città sommersa un taglio più cupo e “cultista”, reso anche dalla presenza della flora marina che dona a Rapture un fascino diverso. Dall’altro, ho avuto costantemente la sensazione di trovarmi di fronte a un “more of the same”, quasi un grande DLC piuttosto che un sequel pienamente autonomo. Narrativamente poco coinvolgente e filosoficamente meno incisivo, con personaggi poco densi e profondi. Sul fronte del gameplay, sebbene l’uso simultaneo di armi e plasmidi aggiunga un pizzico di varietà, la gestione dell’equipaggiamento generare spesso confusione e frustrazione nel vivo dell’azione. Il gunplay, in particolare, mi ha lasciato piuttosto indifferente. Ho invece gradito molto il comparto tecnico, più curato e con un’ambientazione che sa sfruttare in modo intelligente i giochi di luce e i richiami alla fauna marina, contribuendo a un’atmosfera fredda ma suggestiva. In fondo, BioShock 2 resta un titolo di qualità, ma a mio avviso non riesce davvero a reggere il confronto con l’eccellenza del suo predecessore, finendo per restare in una sorta di limbo tra sequel e espansione del primo, senza mai decollare del tutto in un’identità propria.