Cover Tomb Raider (2013)

Tomb Raider

5 Marzo 2013
Genere
Sottogenere
Archetipo

TPS

Sviluppatore
Editore
Franchise

Tomb Raider

5 Marzo 2013
Cover Tomb Raider (2013)
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Archetipo

TPS

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Sviluppatore

Editore

Franchise

Recensione

Versione testata: PC, Definitive Edition
Pubblicato: 25/01/2025
Premessa

Fare il reboot di un’icona dell’industria è una bella sfida, ma a volte è necessario ripartire da zero e Tomb Raider ne aveva bisogno. Crystal Dynamics sotto l’egida di Square Enix, a differenza del primo soft-reboot con Eidos Interactive, questa volta racconta di una Lara inesperta, spaventata e lontana dalle avventure alla Indiana Jones delle origini. Un personaggio più umano in una storia più matura e in un contesto articolato e ben sviluppato.

Comparto narrativo

Una spedizione andata male

La giovane Lara Croft, appena ventenne, parte per la sua prima spedizione come archeologa, accompagnata da una troupe determinata a trovare il leggendario regno di Yamatai, situato al centro del Triangolo del Drago. Tuttavia, un’improvvisa e violenta tempesta fa naufragare la nave, separando i membri della spedizione. Lara si ritrova così sola a dover affrontare i pericoli di un’isola misteriosa e ostile.

Trama semplice ma densa ed efficace

La narrazione è immersiva e ben costruita, arricchita da una protagonista che attraversa un eccellente percorso di crescita. Si denota però una struttura piuttosto semplice, che soffre di alcuni elementi prevedibili, con scene che risultano talvolta “telefonate” e prive del pieno impatto emotivo. Nonostante queste piccole pecche, la storia rimane coinvolgente e fluida, sostenuta da una lore intrigante ed un cast di personaggi ben caratterizzato.

Presente una ricca dose di drammi, violenza e perdite, ma anche di momenti di scoperta che emozionano profondamente. Ad arricchire il contesto ci pensano poi i numerosi collezionabili sparsi per il mondo di gioco, che approfondendo la lore, incentivano l’esplorazione.

Ottimo percorso evolutivo

Il vero punto di forza del comparto narrativo è il viaggio interiore di Lara. La sua trasformazione da giovane inesperta a sopravvissuta incarna il cuore della narrazione. Dalle prime difficoltà, come il disagio nell’uccidere un animale per sopravvivere, passando per ferite dolorose e momenti di puro terrore, fino a diventare una guerriera capace di affrontare orde di nemici, scalare pareti impervie e superare situazioni al limite dell’impossibile.

Ambientazioni co-protagoniste

Il tutto è amplificato dall’eccellente rappresentazione dell’ambientazione: i paesaggi, le strutture e i dettagli dell’isola offrono un contesto visivamente affascinante e narrativamente coinvolgente. Il gioco riesce spesso a creare una forte connessione emotiva con Lara, mostrando una maturità narrativa superiore rispetto agli altri capitoli della saga.

Gameplay

Interfaccia e nuova natura survival

Lara inizia la sua avventura priva di risorse, ma sviluppa gradualmente il proprio equipaggiamento e le sue abilità, incarnando il percorso di sopravvivenza che definisce questo capitolo. L’interfaccia è minimalista: l’HUD compare solo durante lo switch di armi o la mira, lasciando lo schermo quasi sempre libero per apprezzare appieno gli scenari. Il gameplay si suddivide principalmente in tre fasi: esplorazione, combattimento e risoluzione di enigmi.

Esplorazione

L’esplorazione non si limita al classico platforming, fatto di scalate, appigli e salti. È arricchita da percorsi e ostacoli che diventano superabili solo dopo aver acquisito o migliorato specifici strumenti. Questa meccanica incentiva il backtracking, con la possibilità di tornare in aree precedenti per aprire passaggi o accedere a zone prima inaccessibili, facilitata da un sistema di viaggi rapidi. Tuttavia, le sezioni platform rimangono relativamente semplici, fornendo più una diversificazione tra combattimenti ed enigmi che una vera sfida.

Ogni area dell’isola è ricca di collezionabili, reliquie, tombe opzionali e risorse. Queste ultime sono fondamentali per migliorare armi ed equipaggiamento, e possono essere raccolte depredando nemici e casse o cacciando animali. La meccanica di caccia, seppur presente, è poco sviluppata e risulta marginale, senza offrire un reale incentivo al suo utilizzo.

Mentre sono assenti sezioni subacquee, il gioco propone numerose fasi adrenaliniche, spesso basate su percorsi prestabiliti in cui è necessario evitare ostacoli con tempismo. Queste sezioni, seppur coinvolgenti, possono diventare leggermente ripetitive. I Quick Time Event (QTE), invece, sono implementati meglio rispetto al passato e contribuiscono a mantenere alta la tensione narrativa.

Combattimento

Il combattimento adotta una nuova impostazione, abbandonando l’auto-puntamento in favore di una visuale da TPS con camera ravvicinata e reticolo centrale. Gli scontri, dal ritmo cinematografico, risultano coinvolgenti ma il gunplay offre un feeling non sempre ottimale con le armi.

Lara dispone di sole quattro armi principali (arco, pistola, fucile e shotgun), ma la scarsa varietà è compensata da un sistema di modifica. Ogni arma può essere potenziata per migliorare stabilità, rinculo, capacità del caricatore o aggiungere fuochi secondari, come granate o frecce incendiarie, garantendo una diversificazione ponderata.

Il sistema di copertura automatica funziona bene, con sporadici problemi di ancoraggio. Le fasi stealth, benché ben implementate, non rappresentano il focus del gameplay. Lara si sposta in modalità furtiva automaticamente vicino a nemici ignari e può distrarli con frecce scoccate nelle vicinanze. Tuttavia, queste sezioni sono limitate a specifiche zone, rendendo lo stealth una piacevole aggiunta alla componente survival, ma non abbastanza rilevante da considerarlo un sottogenere.

L’intelligenza artificiale dei nemici, principalmente umani, è un po’ deludente: tende ad attaccare Lara frontalmente invece di adottare tattiche più elaborate come cercare ripari. Tuttavia, i nemici offrono una discreta varietà, richiedendo strategie diverse per affrontarli. Il gioco non presenta boss fight.

Enigmi

Gli enigmi, sebbene interessanti e talvolta originali, non offrono mai una vera sfida. Le tombe opzionali, disseminate per l’isola, ospitano i puzzle più riusciti e ricompensano il giocatore con risorse aggiuntive. Ad aiutare Lara nella risoluzione degli enigmi è presente l’“istinto di sopravvivenza”, una funzione che evidenzia gli oggetti importanti nell’ambiente e indica la strada in caso di smarrimento.

Progressione e abilità

Il gioco introduce una componente ruolistica leggera: Lara può migliorare le proprie capacità sbloccando abilità in tre rami distinti, che potenziano le sue doti combattive ed esplorative. Le abilità si sbloccano accumulando esperienza, ottenibile tramite varie azioni come uccisioni, caccia, ritrovamento di tesori e tombe, o semplicemente avanzando nella trama.

Comparto tecnico

Solidità grafica e piccole sbavature

Dal punto di vista tecnico, Tomb Raider dimostra una buona solidità grafica con un complesso di particellari, poligonazione ed animazioni ottimi. Un elemento particolarmente apprezzabile è l’uso della tecnologia TressFX di AMD, che simula singolarmente le ciocche di capelli di Lara, offrendo un effetto semi-realistico notevole.

Tuttavia, non mancano le sbavature, tra texture a bassa risoluzione in determinati punti, un sistema di illuminazione e un anti-aliasing non sempre all’altezza ed una quantità di effetti a schermo talvolta eccessiva. Tra i difetti più evidenti, spicca un camera shaking troppo accentuato, che può risultare fastidioso in alcune sequenze.

Direzione artistica e colonna sonora

Grazie a una regia curata, l’impatto cinematografico accompagna ogni momento dell’avventura, rendendo il percorso di Lara, da giovane donna a sopravvissuta, visivamente spettacolare. Per non parlare dell’eccellente direzione artistica, con ambientazioni suggestive e ben curate che immergono il giocatore nella misteriosa isola del Triangolo del Drago.

A completare il quadro, una colonna sonora lodevole, che alterna ritmi drammatici ed epici in modo da riflettere al meglio i toni del rilancio della saga. La musica non è mai fuori luogo, anzi, amplifica il coinvolgimento emotivo durante i momenti chiave dell’avventura.

Doppiaggio e interpretazione

Il doppiaggio, pur mantenendo una qualità generale buona, presenta qualche momento sottotono. Tuttavia, l’interpretazione della giovane Lara da parte di Benedetta Ponticelli (in italiano) è particolarmente convincente, riuscendo a trasmettere le emozioni e le paure della protagonista. Anche il doppiaggio originale di Camilla Anne Luddington si distingue per intensità e qualità, contribuendo alla caratterizzazione emotiva del personaggio.

Standard
Gioco base;

Survival Edition
Gioco base, Artbook, mappa, borsello, colonna sonora, Weapon Pack;

Collector’s Edition
Gioco base, Artbook, mappa, borsello, colonna sonora, Weapon Pack, statuetta di Lara, cofanetto in metallo;

Definitive Edition
Gioco base, Grafica ottimizzata, tutti i DLC;

Yamatai e Himiko
L’isola di Yamatai e la sacerdotessa Himiko sono citate in alcuni testi giapponesi e cinesi, senza mai rivelarsi degli argomenti approfonditi ed anzi riscontrando alcune forzature nella ricerca di collegamenti, come Yamatai-Yamato.

Una nuova Lara
Dall’intrepida, sfrontata, aristocratica e letale della serie originale, ad una nuova versione più umana, spaventata ed inesperta, che regala un tipo di narrazione più matura ed una migliore evoluzione del personaggio.

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Un reboot di grande qualità, solido in tutte le sue componenti e con solo lievi imperfezioni che non compromettono l’esperienza complessiva. La trama, matura e drammatica, racconta la trasformazione di una Lara ancora acerba, costretta a confrontarsi con un’avventura dura e violenta, fatta di perdite, difficoltà e importanti insegnamenti. Il tutto è arricchito da un cast di personaggi ben caratterizzati e da un’ambientazione affascinante, con toni lievemente horror che aggiungono profondità e mistero. Il gameplay si distingue per la sua diversificazione: un platforming semplificato ma fortemente orientato all’esplorazione, combattimenti intensi che combinano abilità, modifiche alle armi e sezioni stealth (non particolarmente approfondite), ed enigmi piacevoli e variegati, seppur non particolarmente complessi. A coronare l’esperienza, un comparto tecnico solido, con qualche piccola sbavatura che non intacca la qualità generale.

Questo reboot di Tomb Raider mi ha conquistato. La nuova Lara è incredibilmente umana, e seguire il suo percorso di crescita da esploratrice inesperta a vera sopravvissuta è stato affascinante. È proprio questo suo viaggio personale a dare forza all’intera esperienza, più della trama generale, che spesso appare prevedibile. Da puntualizzare che alla lunga, hanno iniziato ad infastidirmi un po’ i continui sospiri di Lara durante l’esplorazione. Ammetto inoltre che il resto del cast non mi ha lasciato un grande ricordo, ma Lara basta e avanza per reggere il tutto. É inevitabile non venire ammaliati dalle affascinanti ambientazioni ricche di dettagli, anche se, verso la fine, si avverte una certa ripetitività. Ho apprezzato tantissimo il contrasto tra i momenti di calma esplorativa, con panorami mozzafiato, e la brutalità di alcune scene, che rendono l’avventura più intensa. L’aggiunta delle abilità e delle modifiche alle armi dona quel pizzico di profondità ad un gameplay vario ed equilibrato. Certo, non tutto è perfetto: qualche sbavatura tecnica si nota, e la colonna sonora, per quanto buona, non mi ha lasciato impresso nulla di memorabile. Ma, nel complesso, l’esperienza è stata magnifica, e riporta in auge la saga, pronta a rilanciarsi.

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